Nad Sylvan: molto più del frontman di Steve Hackett

Conoscevo Nad Sylvan solo come frontman di Steve Hackett nei tour Genesis Revisited.
La sua voce si colloca perfettamente nel punto d’incontro tra Peter Gabriel e Phil Collins, rendendolo la scelta ideale per quel ruolo.
Una carriera ricca e variegata
Scoprendo meglio la sua storia artistica, emerge un percorso ampio e articolato:
-
Attività da solista
-
Partecipazione a band come Agents Of Mercy e Unifaun
-
Numerose collaborazioni di prestigio
Un artista decisamente instancabile.
Il nuovo album: un ritratto personale
Sylvan ha già pubblicato sette album solisti e, come afferma lui stesso, ha ormai costruito una base di fan così fedele che “meritano di sapere chi sono davvero”.
Pur restando nel rock progressivo, questo nuovo lavoro rinuncia a tempi dispari e temi fantastici per raccontare in modo diretto chi è Nad Sylvan e da dove viene.
Ospiti di alto livello
La lista dei musicisti che hanno collaborato è impressionante:
Tony Levin, Nick Beggs, Jonas Reingold, Marco Minnemann, Felix Lehrmann – vere e proprie leggende del prog rock.
L’album è interamente scritto, prodotto, registrato e mixato da Sylvan stesso.
La musica: tecnica e sorprese
Al di là dei testi, l’esecuzione è impeccabile. Con un cast così, era prevedibile un alto livello, ma la vera sorpresa è la versatilità strumentale di Sylvan:
-
Tastiere
-
Chitarre acustiche ed elettriche
-
Basso e batteria nel brano bonus “Unkillable”
Le tracce spaziano:
-
Dal rock energico di “Secret Lover” e “That’s Not Me”
-
Alla ballata al pianoforte in stile Genesis del brano che dà il titolo all’album
-
Al groove particolare di “I’m Stepping Out”, con il violino di Joe Deninzon
I testi: un racconto autobiografico
L’album è profondamente personale.
“Monumentata” affronta i sentimenti legati alla morte dei genitori – entrambi tennisti professionisti, spesso lontani da casa – e molte altre canzoni ruotano attorno a questo tema familiare.
Conclusione
Un album eccellente, reso ancora più prezioso dal libretto con i testi.